Manifestazione 14 Dicembre . Roma. photo di Manigliaphotographer

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I lacrimogeni non piangono lacrime vere…

Anna non amava cambiare idea eppure quella volta fu costretta dall’evidenza ad ammettere di essersi sbagliata. Era riuscita per una volta a sentirsi parte di un tutto più grande di lei ed il miracolo era accaduto senza la mediazione di alcool e neppure di allucinogeni. Non le era mai successo prima.

Una folla di gente stava conquistando le vie della città come un immenso organismo vivente, un multiforme animale che con i suoi artigli affilati si spandeva spalmandosi in orizzontale. Un’allegria volante aleggiava sulla sua testa,le voci dei cori battevano come cuori pulsanti nel suo petto. L’animale camminava con passo elefantesco,il suo cammino si scomponeva in tante piccole falcate uniformi e dall’alto poteva quasi sembrare un ibrido mammifero divisibile. Anna si rese conto che più si procedeva innanzi più quell’animale umano si intristiva,le voci pian piano si affievolivano fino a scomparire,un’impalpabile tensione avvolgeva il muto corteo.

Le parole riescono sempre a tenere compagnia,salvano dalla follia violenta materializzando invisibili pensieri;anche allora Anna si sentiva protetta dal suono delle parole,quell’improvviso silenzio:vuoto di parole,invece,la spaventò,le sembrava presagio di morte. Guardò la piazza dall’alto dove era fuggita nella calca,pensò che la paura spezza i sentimenti deboli mentre accresce la rete di quelli più forti saldandoli nella spontaneità del momento. Una fotografia in bianco e nero nascondeva il Bene ed il Male(quasi fossero due entità)nel fumo bianco come un’immensa cucina all’aperto. Le vittime ed i carnefici si confondevano sotto l’obelisco a forma di manganello.

Non c’era più nulla da proteggere,si chiedeva ,oppure restava ancora una verità da preservare per i posteri,da insegnare ai bambini?Forse c’era ancora una minoranza da proteggere forse era una minoranza di pensiero, forse andava salvato chi veniva massacrato senza casco,forse andavano salvate le voci dei cori? La sua parziale simpatia la faceva tendere verso una parte che non era quella dell’ordine,ma come ben sapeva il suo giudizio era nato da una visione faziosa e da una simpatia di parte.

Si annunciava l’arrivo di un nuovo profeta, un messia diverso dal buon Gesù,un messia che aveva conosciuto anche il Male,non un salvatore giusto e distante. Anna pensò che tutti possono compiere senza difficoltà il Male.

I lacrimogeni lanciati iniziarono a bruciare gli occhi senza piangere lacrime vere,il limone pulì le sue ferite;poco dopo si ritrovò a piangere come una bambina lì in mezzo,adesso piangeva le sue lacrime vere.Piangeva insieme a tutti i libri che aveva letto o a quelli che aveva sognato,insieme alle parole di sua madre ed ai baci che aveva ricevuto.

Strinse il libro al petto come un vero scudo che ahimè non proteggeva dalle botte;maledisse se stessa per continuare a credere che anche la violenza potesse essere un bene.

Testo di Alessandra Bossone

Foto di ManigliaPhotographer

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